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Quest’anno la Casa di Alojz Kocjančič ospiterà diversi letterati

Per il sesto anno consecutivo, l’Ente per la Gioventù, la Cultura e il Turismo di Capodistria prosegue il programma di residenze artistiche, dedicato quest’anno alla letteratura. Da gennaio a dicembre, la Casa di Alojz Kocjančič ospiterà otto autori che, per un periodo di sei settimane ciascuno, svolgeranno attività di ricerca, si dedicheranno al proprio lavoro e realizzeranno eventi per il pubblico presso la struttura di Kubed e nei suoi dintorni.

In seguito alla pubblicazione del bando, avvenuta lo scorso autunno da parte dell’Istituto per la Gioventù, la Cultura e il Turismo di Capodistria, la commissione di esperti ha selezionato i seguenti autori: Kaja Teržan, Tanja Špes, Kaja Rakušček, Leonora Flis, Veronika Razpotnik, Tom Veber, Teja Močnik Vogelnik e Bojan Krivokapić.

Durante il soggiorno presso la struttura, ciascun artista dovrà realizzare almeno un evento per avvicinare il processo creativo e l’espressione artistica al grande pubblico. Gli eventi conclusivi, le mostre e i laboratori coinvolgeranno attivamente anche la comunità locale, offrendo ai partecipanti un’esperienza unica.

L’autrice Kaja Teržan, che vanta una vasta esperienza nel campo della poesia, soggiornerà presso la Casa di Alojz Kocjančič fino al 20 febbraio. L’obiettivo della sua ricerca, intitolata “Abbattere i muri e altre barriere” (Razpiranje zidov in drugih neprehodnosti), è quello di esplorare le percezioni fisiche, sensoriali e psicologiche legate a uno spazio specifico.

Dal 22 febbraio al 12 marzo sarà la volta della scrittrice Tanja Špes, che lavorerà al suo romanzo dal titolo provvisorio “Museo dell’omissione” (Muzej izpuščanja). È previsto anche un incontro letterario con attività di bookcrossing e un open mic, destinato a chi desidera leggere ad alta voce i propri testi.

Kaja Rakušček, anglista e artista multidisciplinare attiva soprattutto nella poesia e nel cinema, sarà a Kubed dal 21 aprile al 30 maggio. L’obiettivo del suo progetto è quello di presentare il suo lavoro al pubblico e coinvolgere attivamente il territorio nei suoi lavori futuri.

La scrittrice e professoressa di letteratura Leonora Flis soggiornerà a Kubed dal 1° giugno al 12 luglio. In questo periodo si dedicherà alla scrittura del suo romanzo, la seconda parte di “Sogni americani” (Ameriške sanje), nonché alla stesura di racconti o di un testo di viaggio incentrato su Kubed e l’ambiente che lo circonda. Sono previste anche letture di opere letterarie e un breve laboratorio di scrittura.

Dal 13 luglio al 23 agosto, la Casa di Alojz Kocjančič sarà abitata dalla scrittrice Veronika Razpotnik, che sfrutterà il suo soggiorno per revisionare e ampliare la raccolta di racconti dal titolo provvisorio “Sole Lidl” (Lidl sonce). Durante il soggiorno proporrà letture pubbliche e, in base all’interesse, laboratori di scrittura creativa.

Dal 24 agosto al 4 ottobre sarà il turno di Tom Veber, che proseguirà la scrittura del suo romanzo autobiografico intitolato “Il cibo come ferita” (Hrana kot rana) e si dedicherà alla stesura di alcune colonne sulla sua esperienza a Kubed. Terrà inoltre un ciclo di laboratori di poesia o prosa breve, il cui obiettivo sarà la realizzazione di una fanzine, ossia di un libretto contente i testi nati nel corso dei laboratori. La fanzine sarà presentata insieme ai partecipanti durante una serata letteraria collettiva, durante la quale ciascun partecipante potrà leggere il proprio contributo.

Dal 5 ottobre al 16 novembre, a risiedere presso la Casa di Alojz Kocjančič sarà la scrittrice Teja Močnik Vogelnik, che condurrà una breve ricerca sullo spazio etnico istriano e triestino e scriverà un racconto fantastico per bambini. Organizzerà delle letture per bambini e adulti, nonché una visita a una scuola locale, dove presenterà la propria opera e il lavoro svolto durante la residenza.

L’ultimo residente dell’anno sarà Bojan Krivokapić, che resterà a Kubed dal 18 novembre al 30 dicembre. L’obiettivo di Krivokapić, interessato al rapporto tra letteratura e antropologia della vita quotidiana, è quello di completare la scrittura della sua nuova opera in prosa, presentare la traduzione slovena del suo romanzo “In cammino” (Pot pod noge) e realizzare tre laboratori letterari tematici nel campo dell’antropologia della vita quotidiana e della letteratura.

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